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	<title>UNI ISO 31000:2010 Archivi - Quarta EVO QMS | Quality Management System Software</title>
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	<description>Software gestione qualità</description>
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	<title>UNI ISO 31000:2010 Archivi - Quarta EVO QMS | Quality Management System Software</title>
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	<item>
		<title>Ci può essere Valore oltre la Conformità? Ecco il metodo Risk Based Thinking</title>
		<link>https://www.softwarequarta.com/sicurezza-4-0/ci-puo-essere-valore-oltre-la-conformita-ecco-il-metodo-risk-based-thinking/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Codeluppi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 13:20:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza 4.0]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del Rischio.]]></category>
		<category><![CDATA[Risk Based Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema di Qualità]]></category>
		<category><![CDATA[UNI EN ISO ISO 9001:2015]]></category>
		<category><![CDATA[UNI ISO 31000:2010]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La norma UNI EN ISO ISO 9001:2015 ha introdotto alcune novità per la gestione del Sistema di Qualità nelle imprese; la più significativa afferisce al “Risk Based Thinking”. Il “Risk Based Thinking” è un approccio sistemico alla gestione dei rischi a tutti i livelli dell’organizzazione; la sua connotazione innovativa riguarda la valutazione dei rischi con&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La norma UNI EN ISO ISO 9001:2015 ha introdotto alcune novità per la gestione del Sistema di Qualità nelle imprese; la più significativa afferisce al “Risk Based Thinking”.<span id="more-521"></span><br />
Il “Risk Based Thinking” è un approccio sistemico alla gestione dei rischi a tutti i livelli dell’organizzazione; la sua connotazione innovativa riguarda la valutazione dei rischi con una logica “enterprise” non più dipartimentale, basata sui processi e che considera il rischio come possibile effetto sul mancato raggiungimento di obiettivi.</p>
<p>Le caratteristiche distintive dell’approccio “, Risk Based Thinking” sono principalmente 4 e vengono riportate nell’approfondimento omonimo. In sostanza l’approccio si traduce in una gestione strategica dei rischi che conduce ad identificarli anche come opportunità che coinvolgono una dimensione estesa dell’azienda, oltre i ruoli preposti, e che possono interessare azioni positive riguardanti le vendite, la finanza e molte altre e non solo azioni derivanti dalla presenza di leggi e decreti coercitivi.</p>
<p>Il metodo con cui arrivare a creare Valore partendo da un mero esercizio di conformità viene spiegato con un esempio di applicazione, suggerito dalle linee guida indicate nella UNI ISO 31000:2010 – Gestione del Rischio. Comprendere questo approccio è tanto più importante perché la generazione del valore determinata dall’approccio “Risk Based Thinking” è sicuramente oggi una necessità interna alle aziende e diventerà nel tempo sempre più una richiesta del mercato.</p>
<p>La prima fase di definizione del contesto porta a mappare i processi rilevanti e fornisce come output una prima classificazione delle famiglie di rischio: <strong>rischi esterni</strong> (rischi connessi all’ambiente esterno dell’organizzazione e difficilmente influenzabili dall’interno dell’organizzazione stessa), <strong>rischi strategici</strong> (rischi che possono impattare le decisioni strategiche e inficiare il modello di business), <strong>rischi finanziari</strong> (rischi legati ad una gestione non coerente con gli obiettivi e gli obblighi di liquidità, di disponibilità di capitali e del credito), <strong>rischi operativi</strong> (rischi relativi a processi di business inefficienti/inefficaci e a non conformità, con impatti negativi sulla creazione del valore).</p>
<p>Per ciascuna famiglia di rischio vengono identificate le <em><u>aree di rischio</u></em>:</p>
<table style="height: 535px;" border="1" width="669">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;" align="center" width="179"><strong><u>Famiglia di Rischio</u></strong></td>
<td style="text-align: center;" width="217"><strong><u>Area di Rischio</u></strong></td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="6" width="179">
<p style="text-align: center;">Rischi esterni</p>
</td>
<td width="217">Evoluzione della domanda</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Concorrenza</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Contrazione dei consumi</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Evoluzione tecnologica</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Cambiamenti normativi</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Eventi naturali</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="3" width="179">
<p style="text-align: center;">Rischi strategici</p>
</td>
<td width="217">Mercato</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Modello di business</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Innovazione</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="4" width="179">
<p style="text-align: center;">Rischi finanziari</p>
</td>
<td width="217">Credito</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Interessi</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Liquidità</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Cambio</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="5" width="179">
<p style="text-align: center;">Rischi operativi</p>
</td>
<td width="217">Risorse umane</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Produzione</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Catena di Fornitura</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Conformità</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Information Technology</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Per ogni area di rischio vengono identificati i <strong>rischi specifici</strong>; a titolo esemplificativo concentriamoci sulla famiglia dei <em>Rischi</em> <em>Operativi</em>, in particolare su 4 <em>Aree di rischio: Risorse Umane, Produzione, Catena di fornitura, Information Technology </em>e mappiamo i <em>Rischi specifici. </em>Lo stesso approccio può essere seguito su qualunque altra Famiglia/Area di Rischio.</p>
<table style="height: 1000px;" border="1" width="671">
<tbody>
<tr>
<td width="178" height="30">
<p style="text-align: center;"><strong><u>Area di Rischio</u></strong></p>
</td>
<td width="348" height="30">
<p style="text-align: center;"><strong><u>Rischi specifici</u></strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="4" width="178">
<p style="text-align: center;">Risorse umane</p>
</td>
<td width="348" height="20">Perdita di risorse aziendali chiave per managerialità e competenze</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: left;" width="348" height="20">Formazione inefficace in relazione agli skill richiesti</td>
</tr>
<tr>
<td width="348" height="20">Piani di incentivazione inadeguati</td>
</tr>
<tr>
<td width="348" height="20">Eventi con potenziale impatto sulla salute e sicurezza dei lavoratori</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="5" width="178">
<p style="text-align: center;">Produzione</p>
</td>
<td width="348" height="30">Perdita/danni/malfunzionamenti di asset primari</td>
</tr>
<tr>
<td width="348" height="30">Inefficienza produttiva: scarti, colli di bottiglia</td>
</tr>
<tr>
<td width="348" height="30">Errori nella pianificazione e allocazione risorse</td>
</tr>
<tr>
<td width="348" height="30">Qualità prodotto non in linea con i requisiti cliente</td>
</tr>
<tr>
<td width="348" height="30">Eventi di impatto ambientale: fuoriuscita inquinanti, contaminazione</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="5" width="178">
<p style="text-align: center;">Catena di fornitura</p>
</td>
<td width="348" height="30">Dipendenza da fornitori critici per l’approvvigionamento</td>
</tr>
<tr>
<td width="348" height="30">Disponibilità, costo di materie prime essenziali</td>
</tr>
<tr>
<td width="348" height="30">Disponibilità, costo dei servizi logistici</td>
</tr>
<tr>
<td width="348" height="30">Adeguatezza del livello di servizio: ritardi consegne</td>
</tr>
<tr>
<td width="348" height="30">Criticità dei livelli di stock a magazzino</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="4" width="178">
<p style="text-align: center;">Information Technology</p>
</td>
<td width="348" height="30">Rischio violazione privacy dei dati</td>
</tr>
<tr>
<td width="348" height="50">Inadeguatezza delle misure di sicurezza logica e fisica, delle logiche di accesso e degli schemi di “segregation of duties “</td>
</tr>
<tr>
<td width="348" height="30">Indisponibilità di sistemi e dati</td>
</tr>
<tr>
<td width="348" height="30">Alterazione, manipolazione, perdita di dati</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La fase successiva del processo di gestione rischi prevede la definizione dei criteri di valutazione che verranno applicati sui rischi mappati. Ne esistono diversi in letteratura e applicati in funzione della complessità di valutazione richiesta; possono essere basati su algoritmi di calcolo, su matrici bidimensionali, su misurazioni strumentali. A titolo esemplificativo riportiamo il criterio a matrice bidimensionale a più livelli, dove gli elementi della matrice sono la probabilità di accadimento dell’evento e l’impatto:</p>
<p><em><u>Probabilità:</u></em> espressa in % di accadimento dell’evento su un orizzonte temporale di 1 anno</p>
<p><em><u>Impatto</u></em>: impatto finanziario su flussi di cassa e sul margine operativo netto</p>
<p><img decoding="async" fetchpriority="high" class="wp-image-522  aligncenter" src="http://www.softwarequarta.com/wp-content/uploads/2017/07/tabella_-intensità-di-rischio.png" alt="" width="521" height="273" /></p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-567 aligncenter" src="http://www.softwarequarta.com/wp-content/uploads/2017/07/Diapositiva6-1024x768.png" alt="" width="558" height="412" /></p>
<p>Definiti dunque i criteri di valutazione del rischio, si passa alla valutazione R = P x I dei rischi mappati il cui risultato complessivo è riproducibile in una “heat map” (sono riportati i rischi R &gt;= 6):</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-568 aligncenter" src="http://www.softwarequarta.com/wp-content/uploads/2017/07/Diapositiva5-1024x768.png" alt="" width="545" height="398" /></p>
<p style="text-align: center;">Fig. 2 – Heat Map</p>
<p>Nell’esempio esposto, la valutazione del rischio con relativa “heat map” ha portato dunque in evidenza rischi fortemente impattanti sugli aspetti finanziari:</p>
<ul>
<li>nella gestione dei fornitori</li>
<li>nella disponibilità di stock a magazzino</li>
<li>nei tempi di consegna</li>
<li>nella gestione delle risorse umane</li>
</ul>
<p>E’ in questi ambiti che andranno indirizzati i piani di trattamento dei rischi e di miglioramento; un punto di attenzione, anche se meno rilevante, verso l’area dell’Information Technology in cui si è rilevato il rischio di alterazione, manipolazione, perdita dei dati.</p>
<p>Ecco quindi che la gestione dei rischi, affrontata con l’approccio sistemico del” Risk Based Thinking,” <em><u>genera valore per l’impresa</u></em>, ben oltre alle comuni prassi di conformità alle normative in quanto:</p>
<ol>
<li><strong>Aumenta la consapevolezza delle persone nell’individuare e affrontare i rischi con una logica collaborativa</strong>; i lavoratori di ogni livello iniziano a riflettere sui possibili rischi delle loro attività quotidiane e a mettere a fattor comune il proprio know how.</li>
<li><strong>Individua i rischi maggiori e estrapola le opportunità migliori</strong>; il rischio visto dunque non solo come aspetto meramente negativo della vita dell’impresa ma anche come strumento di opportunità per il miglioramento continuo.</li>
<li><strong>Supporta le decisioni</strong>; consente un puntuale esame di ciò che può fare crescere l’impresa e di ciò che potrebbe creare problemi, supportando decisioni tempestive ed efficaci.</li>
</ol>
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			</item>
		<item>
		<title>Risk Based Thinking – applicazione alla Salute e Sicurezza dei lavoratori</title>
		<link>https://www.softwarequarta.com/sicurezza-4-0/risk-based-thinking-applicazione-alla-salute-e-sicurezza-dei-lavoratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Codeluppi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 13:20:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza 4.0]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del Rischio.]]></category>
		<category><![CDATA[Risk Based Thinking]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema di Qualità]]></category>
		<category><![CDATA[UNI EN ISO ISO 9001:2015]]></category>
		<category><![CDATA[UNI ISO 31000:2010]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il “Risk Based Thinking”, il pensiero basato sul rischio, è un approccio sistemico innovativo alla gestione dei rischi di impresa che può essere applicato anche alla Sicurezza&#8230; e alla salute dei lavoratori. Nel nostro articolo “C’è valore oltre alla conformità: il Risk Based Thinking” abbiamo trattato il valore che può determinare per l’impresa se adottato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.softwarequarta.com/sicurezza-4-0/risk-based-thinking-applicazione-alla-salute-e-sicurezza-dei-lavoratori/">Risk Based Thinking – applicazione alla Salute e Sicurezza dei lavoratori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.softwarequarta.com">Quarta EVO QMS | Quality Management System Software</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il “Risk Based Thinking”, il pensiero basato sul rischio, è un approccio sistemico innovativo alla gestione dei rischi di impresa che può essere applicato anche alla Sicurezza&#8230;<span id="more-525"></span> e alla salute dei lavoratori. Nel nostro articolo “C’è valore oltre alla conformità: il Risk Based Thinking” abbiamo trattato il valore che può determinare per l’impresa se adottato a tutti i livelli dell’organizzazione e strutturato con un appropriato framework metodologico.</p>
<p>Gli elementi essenziali dell’approccio Risk Based Thinking si basano sull’identificazione del contesto in cui opera l’azienda, e quindi dei processi e della loro correlazione, sull’utilizzo di metodologia e criteri di valutazione univoci per tutta l’organizzazione e sulla collaborazione tra tutte le funzioni aziendali anche al fine della condivisione del “know how” individuale.</p>
<p>Definire il contesto che riguarda la Salute e alla Sicurezza dei lavoratori porta a mappare i processi rilevanti in ambito salute-sicurezza, focalizza l’attenzione su Famiglia di Rischio e Aree di rischio e successivamente identifica i rischi specifici.</p>
<p>A scopo esemplificativo:</p>
<table style="height: 184px;" border="1" width="644">
<tbody>
<tr>
<td width="179">
<p style="text-align: center;"><strong><u>Famiglia di Rischio</u></strong></p>
</td>
<td width="217">
<p style="text-align: center;"><strong><u>Area di Rischio</u></strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="3" width="179">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Rischi operativi</p>
</td>
<td width="217">Salute</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Sicurezza</td>
</tr>
<tr>
<td width="217">Organizzazione</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>In particolare per quanto riguarda le Aree di Rischio:</p>
<ul>
<li><em><u>Salute<br />
</u></em>Appartengono a questa area i rischi dovuti ad esposizione e contatto con agenti nocivi che possono essere di natura chimica, ad esempio sostanze pericolose, oppure di natura fisica, ad esempio fonti di emissione di rumori, vibrazioni, ultrasuoni.</li>
</ul>
<ul>
<li><em><u>Sicurezza<br />
</u></em>I rischi di quest’area riguardano eventi dai quali può derivare un infortunio sul lavoro, provocato da un contatto traumatico con strumenti, macchinari, impianti, apparati mobili.</li>
</ul>
<ul>
<li><em><u>Organizzazione<br />
</u></em>Questa area include i rischi legati ad eventi intrinseci dell’ambito lavorativo, tipicamente l’insieme dei rapporti lavorativi, interpersonali e di organizzazione; ad esempio: rischio di stress da lavoro correlato, rischi di origine psico-sociale.</li>
</ul>
<p>Per ciascuna di queste aree di rischio vengono mappati i rischi specifici, come ad esempio:</p>
<table style="height: 970px;" border="1" width="800">
<tbody>
<tr>
<td width="179" height="">
<p style="text-align: center;"><strong><u>Area di Rischio</u></strong></p>
</td>
<td width="350" height="">
<p style="text-align: center;"><strong><u>Rischi specifici</u></strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="15" width="179">
<p style="text-align: center;">Salute</p>
</td>
<td width="350" height="15">Microclima, ambienti severi caldi/freddi</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Movimentazione manuale dei Carichi &#8211; Lifting and carrying</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Movimentazione manuale dei carichi &#8211; Pushing and pulling</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Campi Elettromagnetici</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Elettrocuzione</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Rumore</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Vibrazioni Meccaniche Corpo Intero</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Vibrazioni Meccaniche Mano Braccio</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Agenti Cancerogeni e Mutageni</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Agenti Biologici</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="30">Agenti Chimici, materiali infiammabili/esplosivi, sostanze corrosive, sostanze reattive instabili</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Radiazioni Ionizzanti</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Radiazioni Ottiche Artificiali</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Radiazioni da videoterminale</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Lavoro notturno</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="8" width="179">
<p style="text-align: center;">Sicurezza</p>
</td>
<td width="350" height="30">Schiacciamento, cesoiamento, taglio, impigliamento, trascinamento, intrappolamento, urto, perforazione o puntura, attrito o abrasione, contatto con alte/basse temperature, cadute dall&#8217;alto</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Inciampo, scivolamento</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="30">Investimento, urto, schiacciamento, attrito/abrasione per contatto/utilizzo con carrelli elevatori, transpallet, macchinari e veicoli in movimento</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Incendio</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Esplosione</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Caduta materiali</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Ribaltamento scaffalature, armadi, attrezzature</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Caduta dall’alto lavori in quota</td>
</tr>
<tr>
<td rowspan="3" width="179">
<p style="text-align: center;">Organizzazione</p>
</td>
<td width="350" height="15">Stress da lavoro correlato</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Rischi di origine psico-sociale</td>
</tr>
<tr>
<td width="350" height="15">Gestanti/ Puerpere/ Periodo Allattamento</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La fase successiva del processo di gestione rischi prevede la definizione dei criteri di valutazione che verranno applicati sui rischi identificati. Ne esistono diversi in letteratura e applicati in funzione della complessità di valutazione richiesta; possono essere basati su algoritmi di calcolo, su matrici bidimensionali, su misurazioni strumentali. A titolo esemplificativo riportiamo il criterio a matrice bidimensionale a più livelli, dove gli elementi della matrice sono la probabilità di accadimento dell’evento e l’impatto:</p>
<p><em><u>Probabilità:</u></em> espressa in % di accadimento dell’evento su un orizzonte temporale di 1 anno</p>
<p><em><u>Impatto</u></em>: danno sulla salute e sicurezza del lavoratore</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-571 aligncenter" src="http://www.softwarequarta.com/wp-content/uploads/2017/07/Diapositiva8-1024x768.png" alt="" width="581" height="385" /></p>
<p style="text-align: center;">Tab. 3 – Probabilità di accadimento</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-570 aligncenter" src="http://www.softwarequarta.com/wp-content/uploads/2017/07/Diapositiva7-1024x768.png" alt="" width="577" height="428" /></p>
<p style="text-align: center;">Tab. 4 – Impatto sulla salute e sicurezza (Danno)</p>
<p>Definiti dunque i criteri di valutazione del rischio, si passa alla valutazione R = P x I dei rischi mappati il cui risultato complessivo è riproducibile in una “heat map” (sono evidenziati solo quelli con R &gt;=6).</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-568 aligncenter" src="http://www.softwarequarta.com/wp-content/uploads/2017/07/Diapositiva5-1024x768.png" alt="" width="591" height="441" /></p>
<p style="text-align: center;">Fig. 2 – Heat Map</p>
<p>Nell’esempio esposto, la valutazione del rischio con relativa “heat map” ha portato dunque in evidenza rischi elevati per la salute e sicurezza dei lavoratori:</p>
<ul>
<li>nei luoghi di lavoro</li>
<li>nell’utilizzo di impianti ed attrezzature</li>
<li>nel contatto con agenti chimici</li>
<li>nei metodi di lavoro</li>
</ul>
<p>E’ in questi ambiti che andranno indirizzati i piani di trattamento dei rischi e di miglioramento; punto di attenzione, anche se meno rilevanti, il rischio rumore e lo stress da lavoro correlato.</p>
<p>L’applicazione del “Risk Based Thinking”, come prassi operativa quotidiana, nell’ambito della Salute e della Sicurezza dei lavoratori determina quindi notevoli vantaggi:</p>
<ul>
<li><strong>focalizza l’ottemperanza al D.lgs. 81</strong> durante l’intero ciclo di vita dell’azienda</li>
<li><strong>agevola conformità e certificazione relativamente alla norma volontaria ISO 45001</strong> (che sostituisce la BS OHSAS 18001), specifica per il sistema di gestione della salute e sicurezza dei lavoratori</li>
<li><strong>aiuta a prevenire gli eventi (infortuni/esposizioni) </strong>che possono arrecare danni ai lavoratori</li>
<li><strong>favorisce l’individuazione e lo sviluppo di opportunità</strong> per il miglioramento continuo dei luoghi lavoro e di impianti/macchinari utilizzati</li>
<li><strong>supporta decisioni tempestive ed efficaci</strong> in virtù di un esame puntuale di ciò che può far crescere l’impresa e ciò che potrebbe creare problemi alla salute e sicurezza dei lavoratori.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.softwarequarta.com/sicurezza-4-0/risk-based-thinking-applicazione-alla-salute-e-sicurezza-dei-lavoratori/">Risk Based Thinking – applicazione alla Salute e Sicurezza dei lavoratori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.softwarequarta.com">Quarta EVO QMS | Quality Management System Software</a>.</p>
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